martedì 8 marzo 2011

LA FABBRICA DI CHIETI COME GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE

di Gianni Carlone (Coordinatore della Fabbrica di Chieti)
Una delle iniziative più significative avviate dalla Fabbrica di Chieti è, senza dubbio, la costituzione al suo interno di un  Gruppo di Acquisto Solidale (GAS).
I GAS sono gruppi di acquisto che partono da un approccio critico al consumo di beni e servizi e che vogliono applicare il principio di equità e solidarietà ai propri acquisti.
In Italia questi gruppi non sono una assoluta novità. Il Panorama è vastissimo tanto da essere oggetto di numerose iniziative anche legislative. Nel Novembre 2007 la commissione bilancio del Senato della repubblica ha approvato un emendamento alla legge finanziaria relativo agli aspetti fiscali del GAS secondo cui l’attività di acquisto e distribuzione agli aderenti svolta dal GAS costituisce attività “non commerciale”. ( comma 47 bis L. finanziaria 2007).
Nel formalizzare la propria attività d’acquisto solidale la fabbrica di Chieti si è ispirata a 3 principi: la qualità del prodotto, la prossimità del produttore rispetto al gruppo (prodotti a KM zero), il rispetto dell’ambiente in tutta la filiera della produzione.
La qualità del prodotto è declinata nella ricerca di produttori che convergono, nella loro lavorazione, verso prodotti biologici e/o anche Biodinamici.
L'agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che considera l'intero ecosistema agricolo, sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità dell'ambiente in cui opera ed esclude l'utilizzo di prodotti di sintesi (salvo quelli specificatamente ammessi dal regolamento comunitario) e organismi geneticamente modificati.
L'agricoltura biodinamica è un metodo di coltura fondato sulla visione spirituale antroposofica del mondo elaborata dal filosofo ed esoterista Rudolf Steiner e che comprende sistemi sostenibili per la produzione agricola, in particolare di cibo, che rispettino l'ecosistema terrestre includendo l'idea di agricoltura biologica e invitando a considerare come un unico sistema il suolo e la vita che si sviluppa su di esso.
Nel tentativo di individuare i prodotti con la caratteristiche citate La Fabbrica di Chieti si ispira al criterio della Prossimità del Produttore alla residenza del consumatori con un duplice obiettivo.
In primis favorire la riscoperta e la costruzione di una Comunità tra produttori consapevoli ed illuminati e consumatori responsabili che sia da stimolo ed in grado di trasferire le prassi di buona produzione e di consumo critico e responsabile.
Vi è poi un modesto obiettivo di natura finanziaria
Appare sempre più rapida la dipendenza dei nostri consumi dalla grande distribuzione organizzata con la conseguenza di acquistare beni ( anche prossimi) a prezzi mediamente più elevati favorendo flusso di risorse finanziarie dalla periferia ( noi) verso il centro senza un effettiva piena redistribuzione di ritorno sul territorio.
Il gruppo d’acquisto solidale si pone dunque l’ambizione di distribuire ricchezza al produttore (più prossimo a noi) accorciando la filiera, incentivando la continuità della sua attività in modo equo e solidale ed arginando, per poco che sia, il flusso di denaro verso le grandi organizzazioni in favore dell’agricoltura e dei produttori selezionati.
Ne nasce un percorso virtuoso che unisce buone pratiche alimentari e produttive ad un uso più consapevole del denaro e dei sistemi di distribuzione in uno con l’avvio di un percorso di apprendimento culturale che provoca coscienza civile, solidarietà e salute.
L’obiettivo istituzionale della Fabbrica di Chieti è veicolare questa domanda di “economia solidale” nei contesti istituzionali. Infatti, se da un lato le attuali forme della rappresentanza politica lasciano insoddisfatti, incapaci di osare pensare un altro mondo possibile,  dall’altro è forte la domanda di NUOVA politica idonea a portare dentro i meccanismi regolativi ed istituzionali i valori e le prassi che sperimentiamo: centralità della relazione tra persone e comunità;sostenibilità sociale;ecologia e tutela dei beni comuni; partecipazione immediata ( e non mediata) e diretta; visione intergenerazionale, riscoperta del significato dell’economia monetaria, valorizzazione della qualità della vita, della creatività, della convivialità del benessere relazionale.
I fabbricanti che partecipano al GAS stanno prendendo coscienza di un certo approccio critico ai consumi implica l’occuparsi di “politica”: progettare, realizzare e sostenere produttori  e filiere produttive impone di entrare nel campo della pianificazione del territorio, dei metodi produttivi, delle regole del lavoro, del come fare finanza.

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