lunedì 28 febbraio 2011

LETTERA DI UNA INSEGNATE DI SCUOLA STATALE

di Annalisa Settimio

Signor Presidente del Consiglio,
ieri nel Congresso dei Cristiani Riformisti ha affermato (riporto testualmente un brano del suo discorso):
Educare i figli liberamente e liberamente vuol dire non mandarli a scuola in una scuola di stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell’ambito della loro famiglia.
Le sue parole sono profondamente offensive per i giovani e per la scuola che viene snaturata dalla sua funzione che non è quella di inculcare principi, ma quella di educare ai principi sanciti dalla Costituzione Italiana. Non credo e non ho mai creduto che si possano riempire le teste dei ragazzi che sono dotati di una intelligenza propria, ma sono fermamente convinta che la scuola possa concorrere alla formazione di un cittadino libero che abbia spirito critico e che sia capace di operare liberamente scelte per il suo progetto di vita nel rispetto della legalità e della libertà personale e collettiva.

Nella mia pratica quotidiana, con il mio impegno, la mia dedizione, la mia onestà invito gli studenti all’ascolto ed al confronto, li invito alla ricerca e a cercare le risposte.
Si Presidente, Le risposte non si danno si cercano!
Ogni giorno, Presidente, cerco di suscitare in loro entusiasmo, curiosità nella conoscenza al fine di raggiungere quelle competenze che permetteranno loro di affermarsi come donne ed uomini nella propria vita. Non ho mai invitato i ragazzi al Bunga Bunga, ma a vivere la vita con serenità, fiducia e rispetto delle idee, delle Istituzioni e delle leggi. 
Questa si chiama educazione Presidente! Questa si chiama democrazia Presidente!
Questa si chiama libertà Presidente!
Una libertà che non si può comprare perché è la libertà di pensiero ! Presidente!
Una insegnante indignata ed offesa

giovedì 24 febbraio 2011

SCONGIURARE LA CHIUSURA DEL CENTRO DI RICERCA DELLA PROCTER & GAMBLE

Il 18 gennaio 2011 la direzione generale della Procter & Gamble ha comunicato ai circa 150 lavoratori la chiusura del Centro di Ricerca a partire da giugno 2012. L’area metropolitana Chieti-Pescara viene così a perdere  l’unico punto di ricerca esistente qualificato a livello mondiale. Alla fine degli anni Sessanta la Fater, del gruppo Angelini, iniziò la produzione dei pannolini. Dalla Fater poi nasceva, nella metà degli anni Settanta, la  Fameccanica a cui si aggiungeva, ad inizio anni Ottanta, la Faricerca (San Giovanni Teatino), che lavorava sul design e su nuovi materiali per articoli igienici vari, supportando in questo modo l’azienda di produzione Fater.
Faricerca sviluppava nuovi prodotti, la Fater li produceva e la Fameccanica costruiva o modificava le macchine di produzione per soddisfare rapidamente le esigenze di nuovi design di prodotto ed anche per migliorare la produttività attraverso macchine sempre più moderne ed efficienti. Questo trinomio permise al gruppo di monopolizzare il mercato italiano con vari marchi, tra cui Lines pannolini per bambino e Lines assorbenti per donna. La Faricerca per un periodo è stata coinvolta dalla joint-venture Angelini e Procter e in un secondo tempo è stata assorbita totalmente dalla Procter & Gamble. La Procter &Gamble ha sviluppato collaborazione con centri di ricerca e le Università a livello nazionale ed europeo, stipulando accordi con il CNR e promuovendo progetti finanziati anche dall’Unione Europea. SEL ritiene che questo centro di eccellenza della ricerca debba restare nell’area metropolitana, in quanto la sua chiusura verrebbe a creare al territorio (indotto produttivo e servizi di circa 500 persone) un danno pesantissimo in questo momento di così grave crisi economica ed occupazionale. In Abruzzo già la provincia dell’Aquila è fortemente in ginocchio per il terremoto del 6 Aprile 2009; non si capisce come Procter & Gamble, che è ritenuta essere una azienda molto attenta alle problematiche sociali (vedi iniziative sulla sostenibilità sociale, portata avanti con gruppi di lavoro chiamati Live Learn and Thrive) non abbia in questo frangente considerato questo importante aspetto tenendo momentaneamente il sito di Pescara fuori dallo studio di riorganizzazione. Diversi tecnici e manager sono ex ricercatori del centro di ricerche di Roma che chiuse nel 2001. Essi si troverebbero, nuovamente e paradossalmente, nella medesima drammatica condizione già vissuta 9 anni fa. E tutti i ricercatori del sito pescarese non possono accettare l’idea che per essere cittadini lavoratori del 21° secolo si debba vivere come nomadi nel deserto della globalizzazione. Chiediamo agli enti locali e soprattutto alla Regione di far sentire la loro voce. Ci uniamo al sindacato e ai lavoratori in questa lotta per fermare la corsa delle multinazionali e i metodi “marchionneschi” che cominciano a dilagare nella nostra Italia.


mercoledì 23 febbraio 2011

APERITIVO DI TESSERAMENTO DEL CIRCOLO SEL CHIETI DOMENICA 13 MARZO

Scusate il disturbo: stiamo lavorando per voi.
Le interferenze digitali che rappresentano la contemporaneità nella moltitudine di colori che appartiene ai mondi di Sinistra Ecologia Libertà. Un "disturbo" visivo che rompe gli schemi della politica, accompagnato dal gesto energico e appassionato di Nichi. Questa la Tessera del 2011. Noi...
vogliamo essere così. Ti aspettiamo domenica 13 marzo dalle ore 18.00 per un aperitivo biologico con il Circolo di Sel Chieti presso il Bio Bar  Terra Maja in via Mazzetti, 27 (Centro Storico di Chieti - Quartiere Santa Maria). Con una consumazione di 5 euro potrai degustare ottimi vini e altri prodotti biologici e potrai contribuire a finanziare la buona politica.
 
per info e contatti:
www.selchieti.blogspot.com, sel.chieti@gmail.com, su facebook: Sinistra Ecologia Libertà Chieti, su Twitter: SINISTRAECLIBCH
 

lunedì 21 febbraio 2011

CON CHI SI RIBELLA IN LIBIA

di Nichi Vendola


La democratizzazione di tutta l’area del Mediterraneo è una straordinaria chance per l’Italia e per l’Europa. I popoli in lotta per la libertà chiedono all’Europa di essere meno pigra culturalmente e meno inerte politicamente.
In questo quadro l’Italia svetta per i suoi traffici e le sue amicizie con i peggiori dittatori del Mediterraneo e del mondo, a partire dal circo equestre di Gheddafi a cui Berlusconi ci ha costretto ad assistere nei mesi scorsi.
Sarebbe ora che, mentre l’incendio si sviluppa in tutto il Mediterraneo, il governo italiano dicesse parole chiare e nette: a partire dallo stop alla feroce repressione in atto a pochi chilometri dalle nostre coste.
E’ un governo evidentemente non all’altezza del ruolo che la storia ci chiede di svolgere.

domenica 20 febbraio 2011

INTERVISTA A GENNARO MIGLIORE

Vi proponiamo l'intervita a Gennaro Migliore pubblicata su Il Manifesto del 16/02/2011

  • Santa alleanza con Bindi? "Obiezioni da politicanti gli elettori capiranno"


  • Gennaro Migliore, come membro della segreteria nazionale di Sel ci spiega come si fa a coniugare la proposta avanzata da Nichi Vendola - una grande alleanza con Bindi candidata premier - con quella delle primarie di coalizione?


  • Non abbiamo rinunciato alle primarie. La proposta di una coalizione politica che cementi un'alleanza può passare solo attraverso le primarie. Quella è e rimane la nostra opzione principale. Il punto è se c'è o no una emergenza democratica nel paese, come sostiene una parte autorevolissima del manifesto. 

  • Una parte del Pd, ad esempio Barbi, dice che o si sostiene Bindi premier o si chiedono le primarie. 
  • Se c'è una coalizione programmatica e ci sono le primarie, noi ci candidiamo sostenendo Nichi Vendola. Se invece, c'è un quadro di emergenza vogliamo contribuire a questa fase con le idee chiare. Non vorrei che fosse venduta agli elettori una coalizione emergenziale per fare invece un'alleanza tecnocratica. 

  • Basta il nome di Bindi ad evitare che sia una alleanza tecnocratica?
  • Bindi è una donna, è una donna autorevole, è la vicepresidente della camera e dunque una figura di garanzia. Può essere investita di un lavoro a tempo per traghettare questa dissestata seconda repubblica nel post Berlusconi. Non accettiamo invece una alleanza moderata a tempo indeterminato, che vada al di là della normalizzazione del quadro politico su legge elettorale, conflitto di interessi ed equilibrio informativo. 
    • Fino a qualche settimana fa, lo stesso Vendola sosteneva che non ci fosse al momento una emergenza tanto grave da costringere la sinistra ad allearsi con Fini. E che questa proposta fosse usata per addomesticarvi. C'è qualcosa che vi ha fatto cambiare idea?
    • Che ci sia un sentimento di ripulsa nei confronti di Berlusconi è testimoniato dalla piazza di domenica, ad esempio. Io continuo a pensare che la via maestra sia una alleanza di centrosinistra, ma mi pare che se si va alle elezioni a breve termine il Pd non sia disposto a lavorare a questo progetto. Come si esce da questa fase terminale del berlusconismo deve essere una preoccupazione di tutti. Se abbiamo preso l'iniziativa è perché sentiamo di far parte di una direzione collegiale del centrosinistra.

    • Non c'è il rischio di strumentalità nello scegliere una donna proprio dopo domenica?
    • Non c'è il rischio di strumentalità nel fatto che non c'è mai una candidata donna. Quand'è che se ne può iniziare a parlare?

    • D'Alema ha già detto no a Bindi, siete disposti a discutere di qualunque nome?
    • La fretta con cui il Pd sta archiviando la proposta dice delle loro difficoltà interne. Non è che le proposte le può fare solo il gruppo dirigente del partito democratico, tra l'altro abbiamo scelto proprio la presidente di quel partito.

    • Se i no saranno più dei sì che si fa?
    • I problemi interni al Pd sono secondari rispetto al coinvolgimento degli elettori.

    • Non era prevedibile che il nome di Bindi li avrebbe divisi?
    • Assolutamente non lo sapevamo. Bindi è una donna autorevole, non a disposizione del premier. Parlando in questi giorni coi nostri sostenitori ho l'impressione che la proposta sia stata capita più fuori dal recinto della politica politicante che nella logica delle diatribe interne. Questa discussione riguarda un circoscritto tempo della storia del paese, già oggi bisogna pensare a costruire la successiva coalizione.
    • Accordo sulle regole. Sulla legge elettorale c'è una proposta comune?
    • E' un terreno su cui dovremo dare una prova di maturità, stringendo un patto serio prima del voto. Solo così gli elettori potranno davvero riprendere a fidarsi del centrosinistra.

    • Sel da quale proposta parte?
    • Io sono per mantenere un principio di coalizione ma eliminando il premio di maggioranza e riavvicinando elettori ad eletti. O tornando alla preferenza o con un sistema di collegi.

    • Chi stabilirà che il traghetto è arrivato e che la coalizione dovrà dimettersi? 
    • Si può definire una strategia che dia una tempistica e recuperi un rapporto di credibilità con l'elettorato. L'Unione ha fallito perché abbiamo scritto un programma e poi lo abbiamo tradito. Non ce lo possiamo più permettere. 

    • E se Casini dice di no come sembra?
    • Torniamo alla tesi originaria.

    • E se si perdono voti a sinistra e Fli non vi segue perché esplode?
    • Penso che gli elettori sapranno scegliere.

SI RIAPRE LA PARTITA

di Lucilla Calabria

Quali sono i criteri che definiscono una “nuova generazione”? E’ forse l’età o il genere? Magari la cultura o la preparazione, la provenienza geografica o il conto in banca  Se seguissimo questi parametri nessuno di noi potrebbe dirsi “nuovo” giacché ognuno di noi risponderebbe “ce l’ho…manca!” come si faceva da bambini giocando con le figurine.
La nuova generazione che deve «riaprire la partita per la buona politica» è formata da donne e uomini che ogni giorno nelle scuole, negli uffici, nelle fabbriche, nei call centers e in qualsiasi posto di lavoro affrontano la quotidianità con onestà e con abnegazione rivendicando solo che i propri diritti non vengano calpestati.
Questa generazione è “nuova” non perché sia anagraficamente recente e neppure perché non si è mai affacciata alla politica attiva, quindi “intonsa”. No, è nuova perché è nuova nella testa.
E’nuova  nel pensare l’azione politica, è nuova nelle forme e nella comunicazione; è nuova nel credere che sia arrivato il tempo di spazzare via clientele e vassallaggi. E’ nuova perché non si vuole circondare di yesmen e belle statuine poco parlanti e molto obbedienti, ma crede nella forza, nelle potenzialità e nei talenti dei singoli e li valorizza.
E’nuova perché fa tesoro delle esperienze passate e le trasforma in punti di forza da cui ripartire, nuovo non è solo ciò che non esisteva prima,ma è nuovo anche ciò che si rigenera e acquista un’altra vita. Attenzione, non si  tratta di stolte fenici che rinascono dalle loro ceneri né di camaleonti che si propongono come “nuovi” solo per un cambio veloce e non troppo convinto di casacca; al contrario, si tratta di persone che hanno maturato delle esperienze e delle competenze e le mettono al servizio della comunità.
E’ così che si lavora per la  «buona politica» con rinnovate energie e rinnovato entusiasmo.
E’ da qui che bisogna ripartire per riaprire una partita che vi vede tutti giocatori e nessuno spettatore.
E voi che state leggendo questa pagina cosa pensate sia RIAPRIRE LA PARTITA per una nuova generazione di buona politica?
Vi aspettiamo il 28 febbraio p.v. –presso la sala conferenze del Mare Blu Hotel, v.le Alcione, 159, in Fracavilla al Mare- per parlarne insieme a Gennaro Migliore della Direzione Nazionale SEL.



venerdì 18 febbraio 2011

NESSUN PASSO INDIETRO

di Nichi Vendola

Non ci penso neanche lontanamente di fare un passo indietro sulle primarie. Le primarie sono l’unico strumento che io conosco, grezzo ma efficace, per far vivere il centrosinistra come un processo di partecipazione democratica, allargata, popolare. Molto spesso il centrosinistra ha una coalizione ma non un’anima. E le primarie possono essere l’anima che le manca.
Ho fatto il nome di Rosy Bindi perché quello è l’unico caso in cui si capisce che si sta facendo una coalizione ed eventualmente un governo che ha obiettivi limitati per una fase provvisoria. Ho preso sul serio quella che veniva indicata come una necessità nazionale. Partire dallo stato di emergenza democratica del nostro paese e immaginare la necessità di una fase di transizione dentro a una coalizione molto larga che si impegni a rimuovere le macerie di questa cadente seconda Repubblica.
L’esecutivo che nascerebbe avrebbe però un recinto e un respiro limitato, tanto che ripristinato con la collaborazione di tanti un quadro di regole democratiche, poi non si può stare tutti insieme perché ad esempio Fli ha una strategia rispettabile ma è un competitor.
Proporre il nome del presidente del Pd non è proporre me stesso. Vuol dire che non ero prigioniero delle mie ambizioni personali; per una volta non ho detto la parola primarie e ho accettato il discorso che mi veniva proposto. Ma se il discorso è serio, il recinto e il suo respiro sono questi, altrimenti vuol dire che qualcuno sta imbrogliando. E non sono certamente io.
Abbiamo bisogno di una nuova fase politica e abbiamo l’urgenza di recuperare l’orgoglio di poter vivere in un paese democratico, libero che consenta ai cittadini, alle giovani generazioni e alle donne di vivere all’altezza dei propri sogni.  Abbiamo la necessità di recuperare un sentimento unitario, soprattutto nell’anno del 150° anniversario dell’unità nazionale, che oggi trova ostacoli e inciampi proprio per parte di chi è al governo.
Noi in Puglia il 17 marzo faremo festa e speriamo che l’Italia faccia festa per il tricolore, per la patria e che faccia festa alla Lega.








DUE SI PER L'ACQUA PUBBLICA

IL 12 GENNAIO LA CORTE COSTITUZIONALE HA APPROVATO DUE DEI TRE QUESITI REFERENDARI PROPOSTI DAI COMITATI PROMOTORI PER ABROGARE LE NORME CHE PORTEREBBERO ALLA COMPLETA PRIVATIZAZZIONE DELL'ACQUA. 
SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA' OLTRE A DARE IL SUO CONTRIBUTO PER LA RACCOLTA DELLE FIRME, ADERISCE ANCHE ALLA CAMPAGNA REFERENDARIA RITENENDO INDISPENSABILE FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DI BENI COMUNI COME L'ACQUA IL CUI ACCESSO DEVE ESSERE GARANTITO A TUTTI, QUINDI LA SUA GESTIONE, VISTA L'IMPORTANZA DI TALE BENE, DEVE ESSERE AFFIDATA ALLE ISTITUZIONI PUBBLICHE ESPRESSIONE DELLA COMUNITA'.

2 SI PER IL REFERENDUM:
SI ALL'ABROGAZIONE DELL'Art. 23 DELLA LEGGE RONCHI CHE PRIVATIZZA LA GESTIONE DELL'ACQUA.
SI ALL'ABROGAZIONE DEL COMMA 1 DELL'ART. 154 DEL DLG.S 152/2006 CHE PREVEDE CONSISTENTI PROFITTI SULL'ACQUA.

AIUTACI A FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.
AIUTACI A FAR SENTIRE LA TUA VOCE. SOSTIENI SEL E LA CAMPAGNA PER IL SI AL REFERENDUM.

RIAPRIRE LA PARTITA. PER UNA NUOVA GENERAZIONE DI BUONA POLITICA

Incontro pubblico con Gennaro Migliore

RIAPRIRE LA PARTITA
PER UNA NUOVA GENERAZIONE DI BUONA POLITICA 

LUNEDI 28 FEBBRAIO ORE 20.00 -23-00
Incontro con Gennaro Migliore
Mare Blu -- Hotel V.le Alcione, 159 - Francavilla al Mare




giovedì 17 febbraio 2011

CAMBIA L'ITALIA! IDEE PER UN PAESE MIGLIORE

Anche il Circolo di Sel di Chieti sarà presenti alla manifestazione “Cambia l’Italia. Idee per un Paese Migliore” che si terrà il 27 febbraio, alle 10:30, al Teatro TendaStrisce (via Giorgio Perlasca, 69) di Roma, organizzata da Sinistra Ecologia Libertà con la partecipazione del Presidente del partito Nichi Vendola.
Una manifestazione per parlare di un’Italia che c’è, che è reale, che è molto diversa da quella arroccata nel Palazzo e rappresentata dai media e da un ceto politico oramai incapace anche solo di confrontarsi con un Paese smarrito. Una manifestazione per parlare di un’Italia che vuole ritrovarsi, dell’Italia che ha ancora voglia di misurarsi con le sfide del presente, di scommettere sulle donne, sui giovani, sugli uomini di un Paese che sotto la polvere del berlusconismo hanno ancora voglia di futuro. Di riprenderselo, il futuro.
Per l’occasione il Circolo di Chieti organizza un autobus con partenza da Chieti alle ore 7.00 dallo Stadio Angelini al costo di 10 € per partecipante. Per prenotazioni telefonare al numero 3931749744



http://www.sinistraecologialiberta.it/vetrina/ce-unitalia-migliore-e-insieme-la-faremo-vincere 

LE DIVISIONI INTERNE DEL PD PROVOCANO SOLO STERILI POLEMICHE

 Con le piazze piene di donne e il popolo del centrosinistra che chiede di unirci su programmi e leader condivisi, il P...D Abruzzese non trova di meglio che polemizzare con SEL con argomentazioni del tutto false. Purtroppo il PD non riesce a ricondurre alla ragione molti suoi dirigenti locali di città in cui si voterà il 15 maggio che continuano a litigare tra di loro,incuranti dei danni che fanno all'idea di costruire una alternativa alla destra che, in Abruzzo, dopo il crollo giudiziario-politico del PD, ha vinto tutte le elezioni provinciali e comunali che ci sono state. Noi di SEL abbiamo sollevato la vicenda grave di Vasto dove il Sindaco Lapenna del PD si è dimesso a causa dell'agguato che ha avuto nel suo stesso partito. Un Sindaco che può ricandidarsi per il secondo mandato si toglie solo se ha amministrato male, e non per scontri interni e personalistici.La Giunta Lapenna ha realizzato opere importanti, dai parcheggi ai parchi e ai giardini comunali, ha approvato fondamentali piani e regolamenti comunali che governano il territorio nella più assoluta trasparenza e legalità (norme tecniche al PRG, piano commerciale, piano riserva punta aderci, ecc.), in 5 anni non ha ricevuto neanche per sbaglio 1 avviso di garanzia. Noi di SEL siamo per riconfermarlo e non capiamo perchè non si sia fatta una sintesi interna al PD per evitare questa lacerazione. Se ci fossero le Primarie noi a Vasto non avremmo candidato una di SEL, non perchè non abbiamo una candidata, ma perchè le Primarie non servono a mettere le bandiere di ogni partito. Servono a scegliere i candidati migliori che non sempre devono appartenere alla tua parte politica. E così anche in altri comuni abruzzesi, dove il problema vero e gigantesco è che il PD litiga al suo interno e paralizza la coalizione.
A Roseto è bene che si sappia che il problema non sono le primarie, ma la politica urbanistica che il monocolore PD vuole imporre a Roseto: un PRG pessimo e il contrasto irriducibile e peloso alla riserva naturale del Borsacchio. Su questa linea che SEL, ITALIA DEI VALORI E FEDERAZIONE della SINISTRA non accettano , il PD di Roseto va avanti e da solo ha indetto le primarie. Bene , se le facessero . Noi vogliamo governare per cambiare le cose, governare il territorio e rispettare l'ambiente e non devastarlo.
A Penne il sindaco uscente è stato accantonato, ma il PD ha più di un candidato e nella riunione di coalizione ha detto a SEL, Italia dei Valori e Federazione della Sinistra che il candidato sindaco deve essere del PD, punto e basta. A Manoppello oltre al Sindaco uscente, ci sono altri 2 candidati del PD. A Popoli ci sono 2 candidati del PD.
E l'elenco potrebbe continuare. Il PD ha in mente la vocazione maggioritaria, cioè fare tutto da solo senza discutere i programmi e stabilire una linea coerente e valida su tutto il territorio regionale per la scelta dei candidati sindaci. L'esito di una simile politica , già fallita e accantonata a livello nazionale con grande realismo da Bersani,sarebbe la sconfitta in tutte le elezioni amministrative. Noi invece pensiamo che non vi sia alternativa al confronto sui programmi e sulla partecipazione democratica, anche attraverso le primarie che sono uno strumento fondamentale come abbiamo sperimentato bene a Lanciano, con un candidato Sindaco che ha il sostegno di tutto il centrosinistra e che da mesi sta lavorando per un programma condiviso.
Quanto a SPOLTORE il PD dice il falso: SEL è restata nella giunta di centrosinistra che ha visto la uscita del PD dopo le note spaccature interne a quel partito . Il popolo della libertà è all'opposizione della giunta di Spoltore . Il PD si è spaccato in 3 parti: una con il sindaco Ranghelli ha fatto l'API di Rutelli, un'altra è andata nell'Italia dei Valori e un'altra è rimasta nel PD.
Per questo è del tutto falso dire che la giunta Ranghelli è di destra, visto che il PDL è all'opposizione. Ovviamente si tratta di una situazione del tutto circoscritta ad un singolo comune. Al proposito il circolo SEL di Spoltore vuole recuperare l'unità sui temi locali con tutte le forze del centrosinistra, visto che tra 1 anno e mezzo si tornerà a votare anche a Spoltore, e dobbiamo presentarci insieme. Quanto all'impianto dei rifiuti di cui parla Paolucci, quel progetto parte da lontano( quando tutto il PD era in Giunta comunale). Noi di SEL siamo contrari ed è stato bloccato. Quindi non capiamo di cosa si stia parlando.
Moretti fece dal palco di Piazza Navona qualche anno fa delle affermazioni purtroppo ancora valide. Con le derive personalistiche e gli attacchi strumentali non si va da nessuna parte. Per parte nostra non intendiamo proseguire in sterili polemiche, ma se ci vengono vomitate addosso accuse false rispondiamo per amore della verità e della nostra dignità di persone di sinistra non ad intermittenza. Aspettiamo che quanto prima ci sia un incontro, da noi chiesto sin dagli inizi di gennaio, che superi questo brutto clima di incomprensioni e accuse infondate.


domenica 13 febbraio 2011

OGGI COLPO MORTALE AL BERLUSCONISMO

Come riporta Repubblica, applausi e grida di approvazione si sono levati dal lato del palco quando a Milano è arrivato in piazza Nichi Vendola. “Salvaci tu Nichi” e “grande Nichi” sono state le urla che gli hanno rivolto appena il presidente della Regione Puglia ha raggiunto il palco durante la manifestazione ‘Se non ora, quando?’.
“Oggi credo che sia un colpo mortale per il berlusconismo”. Così Nichi Vendola, ha commentato la manifestazione organizzata dalle associazioni femminili contro il premier. “E’ una giornata speciale. Nelle piazze di tutta Italia ci sono centinaia di migliaia di donne, ma anche tanti, tanti uomini che rifiutano di obbedire a un comando culturale e politico in cui il rapporto tra uomini e donne è un rapporto gerarchico. Un codice maschilista in cui le donne sono ornamento, preda dell’attività venatoria di un genere maschile malato di onnipotenza”. Per il leader di Sel “c’è un’Italia migliore di quella di Lele Mora, di Emilio Fede, di Fabrizio Corona, di Silvio Berlusconi e questa Italia -conclude- non ne può più”.
“Mi sento un po’ meglio. Credo che questa onda di bellezza e di ragione contro una sorta di dittatura della volgarita’, di quel mix di maschilismo e sessismo che è diventato linguaggio di una classe dominante sia importante. Non c’è cambiamento possibile in Italia se non si mette mano al vocabolario, se non si interviene sull’immaginario, se non si ricostruisce la relazione tra genere maschine e genere femminile e se non si critica con veemenza, con passione e con razionalita’ quella logica di mercifcazione, subordinazione e umiliazione del corpo delle donne”.