sabato 24 agosto 2013

COMUNICATO STAMPA SU CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO

Con riferimento agli eventi delle ultime settimane che hanno portato alle dimissioni dell’ex assessore D’Agostino, il circolo cittadino di SEL - Chieti ritiene che la nostra città non avesse bisogno di un ulteriore scandalo per far parlare negativamente di sé. Ma al di là delle responsabilità che stanno emergendo, chiede che si faccia al più presto chiarezza politica sulla posizione del Sindaco chiedendogli di dichiarare pubblicamente di non avere avuto segnalazioni da uno o più cittadini dei comportamenti criminosi dell’assessore della sua giunta. Pertanto invitiamo la cittadinanza ad essere presente numerosa alla seduta straordinaria del consiglio comunale di lunedì 26 agosto alle ore 9.30 dove sarà proposta la nomina di una commisione d'inchiesta su fatti riguardanti l'operato dell'assessore D'Agostino in tema di alloggi popolari.
Ricordiamo che durante l’amministrazione Ricci lo stesso Sindaco collaborò con la Magistratura e le Forze dell’ordine per interrompere il perverso sistema di concessioni di licenze commerciali in cambio di tangenti.
Ma ora abbiamo “Di più per Chieti” : il Sindaco Di Primo mentre auspica che il suo assessore sia estraneo ai fatti, esprime solidarietà alle donne che hanno subito i soprusi.
Noi non abbiamo dubbi nel dare esclusivamente sostegno e solidarietà alle donne che hanno avuto il coraggio di denunciare l'ignobile violenza ricevuta!
Anche per questo motivo SEL è favorevole alla costituzione di un comitato cittadino per promuovere la legalità promosso dal PD al quale aderiamo senza riserva e senza distinguo, soprattutto perché non è più accettabile che chi governa questa città si approfitti dello stato di bisogno delle fasce più deboli della nostra comunità.

 

mercoledì 17 luglio 2013

COMUNICATO STAMPA SULLA VICENDA FOREST OIL

La Federazione Provinciale di Chieti di Sinistra Ecologia e Libertà esprime preoccupazione per gli ultimi sviluppi della vicenda riguardante la multinazionale americana Forest Oil e il suo progetto di costruzione di un impianto di coltivazione e trattamento di gas naturale nel Comune di Bomba. La proposta dell’azienda americana, dopo un’analisi attenta e circostanziata, aveva ottenuto la netta e motivata opposizione dei cittadini dei comuni della Val di Sangro, riunitisi nel comitato di Gestione Partecipata del Territorio, e la ferma contrarietà dei rappresentanti istituzionali del territorio (la provincia di Chieti e 19 comuni del Sangro-Aventino). Lo scorso aprile anche il Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale aveva dato parere contrario al progetto ma con una relazione eccessivamente succinta che non teneva in considerazione le numerose osservazioni tecniche (raccolte in un documento di circa 100 pagine) prodotte dai membri del comitato. A seguito di tale relazione la Forest Oil ha avuto gioco facile nel demolire la decisione del comitato regionale e, allo stato attuale, si rischia che l’ultima parola passi direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico, negando in tal modo alle nostre comunità la possibilità di scegliere quale futuro dare al proprio territorio.

E’ ora che la politica torni a decidere autonomamente, è ora che torni il primato della politica su quello tecnico/burocratico dei funzionari e degli esperti che, nell’adempimento delle loro funzioni hanno rivelato, in questo come in altri casi, piuttosto inadeguatezza e approssimazione.

Sinistra Ecologia e Libertà opererà in tutte le sedi opportune per dare voce alle comunità della Val di Sangro e per contrastare l’ennesimo tentativo di depauperamento del nostro patrimonio ambientale. Il progetto s’inscrive del resto in un più ampio piano di sviluppo del nostro territorio in senso decisamente minerario al quale va, secondo noi, contrapposto un progetto alternativo di sviluppo che risponda a criteri di ecocompatibilità e di sostenibilità ambientale e che rafforzi piuttosto la vocazione turistica dell’Abruzzo da tutti magnificata a parole ma nei fatti continuamente negata.

ANCORA UNA VOLTA BOCCIATO IL CALENDARIO VENATORIO ABRUZZESE!!

La Federazione Provinciale di Chieti di Sinistra Ecologia e Libertà esprime soddisfazione per la sentenza depositata dal TAR de L’Aquila l’11 luglio scorso, che boccia il calendario venatorio accogliendo le osservazioni delle associazioni ambientaliste.
È l’ennesima brutta figura dell’Assessore regionale Mauro Febbo che, insieme alla giunta Chiodi, hanno dimostrato ancora una volta di non aver capacità di governare l’Abruzzo e di assicurare una corretta pianificazione nell’interesse dei cittadini e degli operatori del settore.
La sentenza ha ad oggetto l’ultimo calendario, quello relativo all’anno 2012-2013, impugnato dalle associazioni WWF e Animalisti Italiani, entrambe patrocinate dall’Avv. Michele Pezone, che è stato candidato sindaco per SEL alle ultime amministrative di Francavilla al Mare e candidato alla Camera dei Deputati alle ultime elezioni politiche, da sempre impegnato sul fronte della protezione dell’ambiente.
Nei giorni scorsi la stampa regionale aveva già avuto modo di segnalare le sentenze della Corte Costituzionale e del TAR Abruzzo, rispettivamente depositate il 20 giugno e il 21 giugno 2013, anch’esse destinate a rivoluzionare l'attività venatoria nella Regione Abruzzo.
In quel caso erano sotto esame i calendari venatori 2009-2010 e 2010-2011 della regione Abruzzo, anch’essi oggetto di ricorso da parte delle associazioni WWF, Animalisti Italiani e Lega per l’Abolizione della Caccia, tutte patrocinate dall’Avv. Michele Pezone.
Nel ricorso sul calendario 2010-2011 si contestava, tra l'altro, anche l'incostituzionalità della norma contenuta nella legge Regionale 10/2004 che riammetteva il cosiddetto “nomadismo venatorio”, perimetrando un Comparto Unico regionale sulla Migratoria e rendendo così possibile lo spostamento dei cacciatori da una parte all'altra dell'Abruzzo.
Il TAR L'Aquila, giudicando non manifestamente infondata l'eccezione di costituzionalità sollevata dall’Avv. Pezone, aveva rimesso il caso davanti alla Corte Costituzionale. Quest'ultima ha sancito che la Legge Regionale 10/2004 aveva violato le normative nazionali che regolamentano il prelievo venatorio. La Corte ha ricordato nella sentenza che uno dei capisaldi della legge nazionale sulla Caccia, la L. 157/92, è il legame tra cacciatori e territorio attraverso la perimetrazione di ambiti di caccia di carattere sub-provinciale. Invece la Regione Abruzzo aveva concesso ai cacciatori per diversi mesi all'anno di potersi spostare da un capo all'altro della regione, definita “comparto unico per la migratoria”.
Il TAR di L'Aquila, poi, con la sentenza del il 21 giugno scorso sul calendario venatorio 2009-2010, ha duramente censurato l'operato della Giunta Regionale, che aveva varato un calendario venatorio che si distaccava dal parere dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ampliando i periodi di caccia per diverse specie, nonostante gli uffici regionali fossero privi dei necessari dati relativi all'abbondanza e alla distribuzione delle diverse specie in Abruzzo.
Adesso, con questa nuova sentenza, il TAR ha accolto le doglianze delle Associazioni WWF e Animalisti Italiani, relative alla mancanza di un aggiornato piano faunistico venatorio regionale, con il consequenziale deficit di dati scientifici sul prelievo e sulla salute delle varie specie interessate alla caccia, circostanze che non consentono di procedere serenamente ad effettuare una programmazione venatoria.
Sono state censurate la preapertura per le specie tortora, merlo, cornacchia grigia e gazza e le valutazioni sulla cacciabilità di specie in declino acquatiche (frullino, codone, mestolone, canapiglia e combattente) e terrestri (quaglia, beccaccia, tortora, allodola) e sulle specie non SPEC acquatiche (germano reale, alzavola, fischione, folaga, gallinella d’acqua) e terrestri (torbo bottaccio, tordo sassello, cesena, colombaccio).
Il TAR L’Aquila ha anche chiaramente affermato che la Regione ha immotivatamente disatteso le indicazioni dell’ISPRA in merito all’utilizzo di munizioni atossiche per la caccia agli ungulati, visto che il piombo presente nelle munizioni ordinarie determina seri effetti negativi sulla conservazione delle popolazioni di rapaci necrofagi, che ingeriscono le carni degli animali feriti ed anche sulla salute umana, in relazione al fatto che i frammenti di piombo – di dimensioni estremamente ridotte – non possono essere eliminati durante la macellazione ed il confezionamento delle carni. E tale discostamento dalle indicazioni dell’ISPRA è ancor più grave laddove si consideri che il TAR L’Aquila già in precedenza aveva censurato sul punto il precedente calendario, per cui la Giunta Regionale – si legge in sentenza – ha agito “in contrasto con ogni regola di buon andamento, di trasparenza e di motivazione” su un punto “che involge la (mancata) tutela della salute pubblica prima ancora delle specie protette”.
IL TAR L’Aquila ha anche accolto le doglianze delle associazioni in ordine al fatto che il calendario non è stato sottoposto alla Valutazione di Incidenza Ambientale per i Siti di Interesse Comunitario e le ZPS della Rete Natura 2000, cosa che invece doveva essere fatta proprio per l’assenza di un aggiornato piano faunistico-venatorio regionale. Allo stesso modo il TAR L’Aquila ha censurato la mancata protezione dell’orso marsicano nell’intero areale di distribuzione individuato nell’accordo PATOM (Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano), ed è noto a tutti quanta sia la sensibilità anche dell’opinione pubblica verso la protezione di questa specie, simbolo della nostra Regione.
Le predette censure dimostrano la totale insostenibilità del prelievo venatorio attuato in Abruzzo – ha dichiarato l’Avv. Michele Pezone - e dimostrano la fondatezza degli incessanti appelli al buon senso e al rispetto delle leggi inviati dalle associazioni ambientaliste”.
Si apre finalmente una concreta speranza di salvare la vita a decine di migliaia di animali finora sacrificati sull’altare di una politica filo venatoria che è stata sconfessata dalla magistratura. 


      Nella foto in basso Michele Pezone


domenica 14 luglio 2013

SEL SAN GIOVANNI TEATINO: IL LIBERISMO IN COMUNE - NO ALLA VENDITA DELLA FARMACIA COMUNALE

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un comunicato stampa dei circolo Sel di San Giovanni Teatino sulla loro posizione in difesa della Farmacia Comunale. Una battaglia sul tema dei beni comuni che appoggiamo con  grande convinzione.



Tra pochi giorni scadrà il terzo bando per la vendita della farmacia comunale di san giovanni teatino, il terzo inspiegabile tentativo dell'amministrazione comunale di alienare un bene pubblico a favore dei privati. Una scelta marcatamente liberista, la cui unica spiegazione, al netto dell'ormai inutilizzabile alibi dello sforamento del patto di stabilità, sembra essere la volontà di favorire gli attori privati a scapito del settore pubblico. Una scelta a cui il gruppo Sel di San Giovanni Teatino si oppone con forza. La farmacia comunale è un bene pubblico che oltre a garantire sconti ai cittadini , assicura, o almeno dovrebbe farlo,  introiti alle casse comunali, e quindi alla collettività. Se a questo si aggiunge la riconosciuta funzione di regolamentazione della concorrenza svolta dalle farmacie comunali ci si chiede: qual'è l'interesse pubblico che spinge a tentare con tanta ostinazione la vendita della farmacia?  Cosa porta ad abdicare a favore dei privati? Quale beneficio ne trarrà la collettività?
Il gruppo Sel di San Giovanni Teatino chiede quindi all'Amministrazione di ritirare il bando per l'alienazione della farmacia comunale e di aprire un confronto con tutti i cittadini per permettere un miglioramento del servizio e conseguentemente degli introiti per le casse comunali.

venerdì 21 giugno 2013

RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DELLA "LEGGE RIFIUTI ZERO"

Il Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Chieti aderisce alla Campagna Nazionale per la Raccolta firme a sostegno della proposta di legge RIFIUTI ZERO e sarà in piazza G. B. Vico Domenica 23 giugno e Domenica 30 giugno dalle 10 alle 13.

SEL Chieti sostiene con decisione e convinzione che l’unica alternativa vera per risolvere l’annoso problema dei rifiuti, che diventa sempre di più il problema principale degli enti locali e dei cittadini, i primi per la gestione i secondi per le tasse, non è l’apertura di nuove discariche, di nuovi inceneritori e di nuovi impianti di trattamento dannosi alla salute, ma è una politica nuova che si fondi principalmente e culturalmente: sulla riduzione dei rifiuti, sulla separazione alla fonte degli stessi, sull’obbligo della raccolta porta a porta, sull’introduzione del compostaggio domestico, sul riciclaggio, sul riuso e sulla riparazione dei beni, sulla instaurazione della tariffa puntuale ai cittadini e soprattutto sulla partecipazione delle comunità locali alle decisioni sulla gestione dei rifiuti. 

La raccolta firme da parte del Circolo di Chieti è iniziata Venerdì 14 a Brecciarola in occasione dell'incontro organizzato dal Comitato sorto contro il progetto dell'ennesimo impianto di trattamento di rifiuti previsto a Casalincontrada.




giovedì 7 febbraio 2013

BENVENUTA SINISTRA. INCONTRO PUBBLICO CON FRANCO GIORDANO A CHIETI

MERCOLEDI' 13 FEBBRAIO ORE 18.30

PRESSO IL GRANDE ALBERGO ABRUZZO IN VIA A. HERIO, 20  CHIETI
 INCONTRO PUBBLICO CON FRANCO GIORDANO (direzione naz. Sel)

CHE ILLUSTRERA' IL PROGRAMMA DI SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' PER LE ELEZIONI DEL 24 E 25 FEBBRAIO

ALL'INCONTRO PARTECIPERANNO ANCHE I CANDIDATI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI PER LA CIRCOSCRIZIONE ABRUZZO DI SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA
ANNALISA SETTIMIO E MICHELE PEZONE