COMUNICATO STAMPA SULLA VICENDA FOREST OIL
La
Federazione Provinciale di Chieti di Sinistra Ecologia e Libertà
esprime preoccupazione per gli ultimi sviluppi della vicenda
riguardante la multinazionale americana Forest Oil e il suo progetto
di costruzione di un impianto di coltivazione e trattamento di gas
naturale nel Comune di Bomba. La proposta dell’azienda americana,
dopo un’analisi attenta e circostanziata, aveva ottenuto la netta e
motivata opposizione dei cittadini dei comuni della Val di Sangro,
riunitisi nel comitato di Gestione Partecipata del Territorio, e la
ferma contrarietà dei rappresentanti istituzionali del territorio
(la provincia di Chieti e 19 comuni del Sangro-Aventino). Lo scorso
aprile anche il Comitato di Coordinamento Regionale per la
Valutazione di Impatto Ambientale aveva dato parere contrario al
progetto ma con una relazione eccessivamente succinta che non teneva
in considerazione le numerose osservazioni tecniche (raccolte in un
documento di circa 100 pagine) prodotte dai membri del comitato. A
seguito di tale relazione la Forest Oil ha avuto gioco facile nel
demolire la decisione del comitato regionale e, allo stato attuale,
si rischia che l’ultima parola passi direttamente al Ministero
dello Sviluppo Economico, negando in tal modo alle nostre comunità
la possibilità di scegliere quale futuro dare al proprio territorio.
E’
ora che la politica torni a decidere autonomamente, è ora che torni
il primato della politica su quello tecnico/burocratico dei
funzionari e degli esperti che, nell’adempimento delle loro
funzioni hanno rivelato, in questo come in altri casi, piuttosto
inadeguatezza e approssimazione.
Sinistra
Ecologia e Libertà opererà in tutte le sedi opportune per dare voce
alle comunità della Val di Sangro e per contrastare l’ennesimo
tentativo di depauperamento del nostro patrimonio ambientale. Il
progetto s’inscrive del resto in un più ampio piano di sviluppo
del nostro territorio in senso decisamente minerario al quale va,
secondo noi, contrapposto un progetto alternativo di sviluppo che
risponda a criteri di ecocompatibilità e di sostenibilità
ambientale e che rafforzi piuttosto la vocazione turistica
dell’Abruzzo da tutti magnificata a parole ma nei fatti
continuamente negata.
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