domenica 20 febbraio 2011

INTERVISTA A GENNARO MIGLIORE

Vi proponiamo l'intervita a Gennaro Migliore pubblicata su Il Manifesto del 16/02/2011

  • Santa alleanza con Bindi? "Obiezioni da politicanti gli elettori capiranno"


  • Gennaro Migliore, come membro della segreteria nazionale di Sel ci spiega come si fa a coniugare la proposta avanzata da Nichi Vendola - una grande alleanza con Bindi candidata premier - con quella delle primarie di coalizione?


  • Non abbiamo rinunciato alle primarie. La proposta di una coalizione politica che cementi un'alleanza può passare solo attraverso le primarie. Quella è e rimane la nostra opzione principale. Il punto è se c'è o no una emergenza democratica nel paese, come sostiene una parte autorevolissima del manifesto. 

  • Una parte del Pd, ad esempio Barbi, dice che o si sostiene Bindi premier o si chiedono le primarie. 
  • Se c'è una coalizione programmatica e ci sono le primarie, noi ci candidiamo sostenendo Nichi Vendola. Se invece, c'è un quadro di emergenza vogliamo contribuire a questa fase con le idee chiare. Non vorrei che fosse venduta agli elettori una coalizione emergenziale per fare invece un'alleanza tecnocratica. 

  • Basta il nome di Bindi ad evitare che sia una alleanza tecnocratica?
  • Bindi è una donna, è una donna autorevole, è la vicepresidente della camera e dunque una figura di garanzia. Può essere investita di un lavoro a tempo per traghettare questa dissestata seconda repubblica nel post Berlusconi. Non accettiamo invece una alleanza moderata a tempo indeterminato, che vada al di là della normalizzazione del quadro politico su legge elettorale, conflitto di interessi ed equilibrio informativo. 
    • Fino a qualche settimana fa, lo stesso Vendola sosteneva che non ci fosse al momento una emergenza tanto grave da costringere la sinistra ad allearsi con Fini. E che questa proposta fosse usata per addomesticarvi. C'è qualcosa che vi ha fatto cambiare idea?
    • Che ci sia un sentimento di ripulsa nei confronti di Berlusconi è testimoniato dalla piazza di domenica, ad esempio. Io continuo a pensare che la via maestra sia una alleanza di centrosinistra, ma mi pare che se si va alle elezioni a breve termine il Pd non sia disposto a lavorare a questo progetto. Come si esce da questa fase terminale del berlusconismo deve essere una preoccupazione di tutti. Se abbiamo preso l'iniziativa è perché sentiamo di far parte di una direzione collegiale del centrosinistra.

    • Non c'è il rischio di strumentalità nello scegliere una donna proprio dopo domenica?
    • Non c'è il rischio di strumentalità nel fatto che non c'è mai una candidata donna. Quand'è che se ne può iniziare a parlare?

    • D'Alema ha già detto no a Bindi, siete disposti a discutere di qualunque nome?
    • La fretta con cui il Pd sta archiviando la proposta dice delle loro difficoltà interne. Non è che le proposte le può fare solo il gruppo dirigente del partito democratico, tra l'altro abbiamo scelto proprio la presidente di quel partito.

    • Se i no saranno più dei sì che si fa?
    • I problemi interni al Pd sono secondari rispetto al coinvolgimento degli elettori.

    • Non era prevedibile che il nome di Bindi li avrebbe divisi?
    • Assolutamente non lo sapevamo. Bindi è una donna autorevole, non a disposizione del premier. Parlando in questi giorni coi nostri sostenitori ho l'impressione che la proposta sia stata capita più fuori dal recinto della politica politicante che nella logica delle diatribe interne. Questa discussione riguarda un circoscritto tempo della storia del paese, già oggi bisogna pensare a costruire la successiva coalizione.
    • Accordo sulle regole. Sulla legge elettorale c'è una proposta comune?
    • E' un terreno su cui dovremo dare una prova di maturità, stringendo un patto serio prima del voto. Solo così gli elettori potranno davvero riprendere a fidarsi del centrosinistra.

    • Sel da quale proposta parte?
    • Io sono per mantenere un principio di coalizione ma eliminando il premio di maggioranza e riavvicinando elettori ad eletti. O tornando alla preferenza o con un sistema di collegi.

    • Chi stabilirà che il traghetto è arrivato e che la coalizione dovrà dimettersi? 
    • Si può definire una strategia che dia una tempistica e recuperi un rapporto di credibilità con l'elettorato. L'Unione ha fallito perché abbiamo scritto un programma e poi lo abbiamo tradito. Non ce lo possiamo più permettere. 

    • E se Casini dice di no come sembra?
    • Torniamo alla tesi originaria.

    • E se si perdono voti a sinistra e Fli non vi segue perché esplode?
    • Penso che gli elettori sapranno scegliere.

Nessun commento:

Posta un commento